- Il blog di Armando Fanelli
Oggi potete leggere un’intervista su http://www.agoravox.it/Generazione-distribuita-Intervista.html di Paolo Calabrò, autorevole blogger impegnato come molti di noi nella divulgazione di tematiche legate al mondo dell’energia e dell’ambiente.
In: bollette
17 giu 2010Continuiamo il viaggio alla scoperta della nostra bolletta e finalmente arriviamo ad analizzare la seconda pagina, la parte in cui sono presenti i dati relativi ai consumi e ai prelievi, lì dove l’ elettrofornitore commette spesso degli errori di fatturazione.
Il primo dato che compare è il riepilogo delle letture relative al periodo di riferimento (tenete conto che tale schema può comparire sin dalla prima pagina).

La prima indicazione utile da verificare è se la lettura precedente del contatore o l’ultima (o tutte e due) sono effettive (quindi realmente lette dal vostro contatore) o stimate (in tal caso, sono state ipotizzate dall’Enel sulla base di dati storici); infine si possono leggere le due rispettive date e il numero di giorni di differenza (quelli quindi a cui si riferisce il consumo della bolletta).
Come si può notare, essendo la bolletta bimestrale, i giorni indicati sono di solito circa 60.
La tabella successiva riporta gli scatti registrati dal contatore; nella prima colonna ci sono quelli della lettura precedente, nella seconda quelli dell’ultima lettura, nella terza vi è la differenza tra le due, vale a dire l’energia consumata (espressa in kWh ) nei due mesi di riferimento (che vengono poi fatturati in bolletta).

Lo schema è inoltre suddiviso in tre righe, F1, F2 e F3, che sono le tre “fasce orarie” di consumo stabilite dall’ AEEG , le cui definizioni sono riportate nel glossario.
In sostanza si tratta di una ripartizione delle ore della giornata in ore piene, intermedie e vuote, un pò come tempo fa avveniva per il telefono, dove alcuni di noi sceglievano di utilizzare tariffe che prevedevano ad esempio prezzi più alti per conversazioni di giorno e prezzi più bassi per telefonate nelle ore notturne o di domenica ed infine prezzi intermedi per conversazioni effettuate il sabato.

Riguardo la ripartizione in fasce, dobbiamo però fare un pò di chiarezza.
Lo schema riportato in figura che trovate sulla bolletta, serve all’Enel solo a darvi evidenza di come consumate durante le ventiquattrore, ma ai fini della fatturazione, attualmente tutti noi del “mercato di tutela” , stiamo fatturando in fascia unica, cioè unico prezzo per tutte le ore e per tutti i giorni.
La ripartizione in fasce ci torna utile, poiché dal primo luglio prossimo, saremo obbligati (a causa di una delibera dell’ AEEG ) a essere fatturati secondo la ripartizione in “fasce orarie” e non più su fascia unica.
Secondo l’ AEEG , questo servirà ad aumentare la concorrenza nel libero mercato, poiché saremo costretti a valutare nuove offerte e a scegliere un nuovo elettrofonritore che opera nel “mercato libero” ; spiego il perché.
La cosa bizzarra è che dal primo luglio 2010, la fatturazione in “fasce orarie” che ci verrà applicata non sarà su tre livelli (F1, F2 e F3) ma su due (Fascia Giorno e Fascia Notte).
In pratica, i kWh prelevati nelle ore giornaliere costeranno di più di quanto paghiamo adesso, mentre quelli prelevati di notte costeranno di meno.
Questa nuova fatturazione, obbligatoria per tutti, risulterà conveniente solo a chi consuma almeno il 70% nelle ore notturne, per tutti gli altri ci sarà un inevitabile rincaro.
Per scoprire se rientrate nei numeri sopra detti, sommate i consumi (terza colonna della figura) della F2 e della F3 e calcolate la percentuale di tale somma rispetto al totale (F1 + F2 + F3); se la percentuale è inferiore al 70% allora rientrate in quella tipologia di utente che sarà costretta a scegliere una altro fornitore per limitare i danni di un rincaro. Ed ecco spiegata la motivazione dell’ AEEG .

Nell’esempio:
F2 + F3 = 34 + 45 = 79 kWh (totale dei kWh in Fascia Notte)
F1 + F2 + F3 = 116 (totale dei kWh – N.B. la F1 corrisponde alla nuova Fascia Giorno)
(79/116) x 100 = 68% – Borderline!
Terminato questo interessante excursus, vi lascio con la prima interessante indicazione relativa a possibili errori dell’Enel.
Guardando ancora una volta la tabellina, in ogni bolletta, fate sempre caso agli scatti del contatore, tra questi deve esserci sempre congruenza.
Ad esempio, se prendiamo gli scatti in F3 dell’esempio, questi sono (rispettivamente precedente e attuale) 6353 e 6398, la cui differenza è di 45 kWh ; fino ad ora tutto ok.

Quello che spesso accade (e ne approfitto per ricordare ancora una volta che di questi errori, con la Mediterranea Energia srl, società per la quale svolgo il ruolo di Responsabile Tecnico, ne abbiamo trovati a centinaia) è che il secondo numero sia completamente sballato.
Tornando all’esempio potremmo trovare (rispettivamente precedente e attuale) 6353 e 64250, la cui differenza è di 57897 kWh !
In sostanza quello che spesso accade è che quando il contatore si appresta a compiere un giro completo sulle centinaia o migliaia (cioè da 6398 passa a 6399 e infine a 6400) confonde questo passaggio con un nuovo “zero” e di fatto registra 64000, cioè uno zero in più, e così continua poi a registrare, nonché a fatturare a discapito dell’utente.
In pratica, come si dice in gergo, va letteralmente in tilt, cosa non rara visto che si tratta di un apparecchio elettronico molto delicato e quindi soggetto a diversi possibili guasti.
Vi conviene quindi controllare sempre questa tabellina, anche perché quello di sopra è solo un tipo di errore che può capitare, infatti un’altra situazione frequente è quella del guasto del contatore a causa di sovratensione improvvise (fulmini) che portano l’organo di lettura a registrare numeri a casaccio con risultati che vi lascio immaginare.
Si conclude così la terza parte del nostro percorso e vi assicuro che siamo solo all’inizio!
Se avete un’utenza domestica e qualcosa non è chiara o se volete ulteriori chiarimenti su quanto trattato nel post e in quelli precedenti, commentate pure, le vostre segnalazioni sono sempre molto preziose.
Se invece siete titolari di un’utenza non domestica (azienda, industria, ufficio, pubblica amministrazione, ecc.) si può osare di più e cioè contattatemi pure tramite email o attraverso la Mediterranea Energia srl, poiché le statistiche insegnano che la maggior parte delle utenze è stata vittima di errori di fatturazione (e ce ne sono di tanti tipi), con il risultato di aver sborsato dei soldi non dovuti.
Ciò che si può fare quindi è prendere tutte le bollette in vostro possesso (fino a dieci anni, termine di prescrizione) e farsi recuperare dall’elettrofornitore ciò che vi spetta, dalle centinaia alle migliaia di euro, il tutto nel giro di due-tre mesi.
A proposito, il servizio è a costo zero, come questo blog!
In: Tutti i post| bollette
13 apr 2010Riprendiamo il nostro percorso di comprensione della bolletta dalla figura successiva.

Nella parte centrale è evidenziato l’importo della fattura, compreso di iva.
Questo dato si trova all’interno di un riquadro in cui sono presenti i seguenti dati

- il numero della fattura e la data corrispondente: questo dato è fondamentale nel momento in cui si desidera avere dei chiarimenti con l’Enel o si vuole procedere ad una richiesta scritta per ottenere un rimborso (vedi la Mediterranea Energia srl); quante volte infatti vi siete lamentati della bolletta troppo salata? Non preoccupatevi, alla fine di questo piccolo corso sarete in grado di capire se il fornitore ha commesso degli errori o se siete voi che tenete troppo le luci accese (la terza ipotesi è che qualcuno si è felicemente attaccato al vostro contatore).
- il periodo di riferimento: per utenze domestiche la fatturazione avviene bimestralmente
- la scadenza della fattura: è la data entro la quale bisogna pagare la bolletta; se non si rispetta questa scadenza, arriverà una comunicazione da parte dell’Enel che segnalerà una nuova scadenza, oltre la quale opererà il distacco della fornitura lasciando a disposizione dell’utente solo il 10% della potenza disponibile (se ad esempio avete un contratto di 3 kW, ve ne lascerà a disposizione solo 0,3 kW, cioè 300 Watt, utili giusto per poter accendere tre-quattro lampadine per non rimanere al buio);
- la comunicazione sull’avvenuto pagamento delle precedenti bollette;
- l’indicazione che insieme alla fattura è stato inviato il bollettino per il pagamento;
In basso a destra c’è il riepilogo degli importi, sotto la parola “DATI CONSUMI”; quest’ultima dicitura può essere fuorviante, in quanto non si riferisce ai consumi in kWh, ma ai relativi importi in euro.

In particolare troviamo
- l’importo totale per i costi della fornitura di energia, in pratica la somma corrispondente ai kWh consumati nel bimestre (nelle prossime puntate chiariremo meglio questa voce);
- l’eventuale importo a credito dell’utente per un acconto versato in bollette precedenti: ciò si verifica se ad esempio nella bolletta precedente il consumo è stato stimato e non effettivo, ed è risultato maggiore di quello poi realmente prelevato;
- l’importo totale relativo solo alle imposte
- l’eventuale importo a credito dell’utente, ma solo in riferimento alle imposte, nello stesso caso sopra ipotizzato;
- il totale effettivo
- l’iva
- l’importo compreso di iva: questa cifra deve coincidere con quella mostrata in evidenza nella prima figura dell’articolo.

Adesso passiamo ai “DATI DI FORNITURA”.
Da questo momento avremo a che fare solo con dati tecnici, ma sicuramente più interessanti.
Prima di tutto viene evidenziato l’indirizzo di fornitura, che può coincidere o meno con quello di fatturazione così come anticipato nel posto della parte 1.

Sotto tale indirizzo troviamo due codici molto importanti
- Codice POD: (Point of Delivery) è una stringa alfanumerica che inizia con IT001E ed è seguita da 8 cifre; esso identifica in modo univoco sul territorio nazionale il punto di prelievo dell’energia elettrica; a differenza del numero cliente, nel momento in cui si cambia fornitore di energia, questo codice non cambia, anzi viene richiesto proprio dal nuovo grossista per la stipulazione del nuovo contratto.
- Codice presa: è una stringa di 13 numeri che ha la stessa funzione del codice POD; per essa valgono le stesse considerazioni del POD.
Sotto questi codici si trova la mascherina della “TIPOLOGIA CONTRATTO”

In grassetto troviamo prima di tutto l’indicazione se il contratto è di tipo residenziale (D2) oppure non residenziale (D3); i codici in parentesi sono delle classificazioni dell’Enel.
Sotto vi è l’indicazione della tensione di fornitura: 220 Volt per la bassa tensione in monofase, 380 Volt quella trifase
In ultimo è indicata la potenza contrattualmente impegnata; di solito questa è di 3 kW ed è seguita dalla potenza disponibile, in tal caso 3,3 kW (cioè il 10% in più di quella impegnata contrattualmente).
Ciò significa che al momento del contratto di fornitura si sono versate delle quote di allaccio relative a 3 kW, ma l’Enel permette un prelievo fino al 10% in più (appunto quello disponibile); superato quest’ultimo valore il contatore interviene (con i nuovi contatori, elettronici, tale intervento è immediato, ciò significa che non appena tocchiamo la soglia dei 3,3 kW siamo costretti a scendere in pigiama per riattivae il contatore; con il vecchio, che era elettromeccanico, si poteva continuare a prelevare i 3,3 kW anche per un’ora, soprattutto se ci si inventava un sistema per far rallentare il disco magnetico, magari con una calamita…)
Finalmente abbiamo terminato la prima pagina, che sostanzialmente riporta dei dati molto banali e ben comprensibili.
Dalla prossima volta inizieremo la seconda pagina della bolletta, per scoprire cosa paghiamo, perché paghiamo e se soprattutto vi è correttezza nella nostra bolletta.
In: bollette
9 mar 2010Parte oggi una rassegna destinata a illustrare al cittadino la composizione della bolletta di energia elettrica.
Quanti di voi infatti sono in grado di leggere e comprendere completamente l’intera bolletta? Purtroppo credo in pochi.
Ed è per questo che iniziando con questo articolo spiegherò ogni singola voce, dalla più banale alle più complicata.
Questo lavoro vi permetterà anche di risolvere ogni dubbio o contenzioso con il vostro elettrofornitore, facendovi magari rimborsare somme indebitamente percepite da esso.
Questa evenienza non è affatto rara, anche perché potreste scoprire non solo che un determinato mese avete pagato di più del dovuto, ma anche che da anni versate una componente non dovuta, per la quale vi spetta invece un esoso rimborso.
Questo lavoro verrà illustrato solo per le utenze domestiche.
Per chi avesse una piccola o grande azienda (a partire da 30 kW in su) o per le pubbliche amministrazioni, svolgo questo lavoro con la Mediterranea Energia srl, e negli ultimi anni, abbiamo recuperato centinaia di migliaia di euro.
Il lavoro verrà svolto in diversi step, in modo da darvi l’opportunità, alla fine di ogni articolo, di poter consultare la vostra bolletta cartacea e poter riscontrare cosa evidenzierò.
Parto dalla più comune bolletta Enel, poi passerò agli altri più comuni elettrofornitori, dopo ancora passerò alle bollette gas.
Vi invito a partecipare il più possibile, in modo da poter sciogliere i vostri dubbi o a risolvere problematiche in cui vi siete trovati.
Vi ricordo, infine, che da oggi è attiva anche la pagina del glossario bolletta, in cui trovate tutti i significati dei termini utili a comprendere la bolletta. Questa pagina funziona proprio come un wiki, per cui siete invitati a dare il vostro prezioso contributo per renderla al meglio efficiente ed aggiornata.
Parte 1 – Informazioni generiche
Questa prima parte prende semplicemente in esame la parte superiore della prima pagina, in quanto, data la lunga premessa, non voglio tenervi ulteriormente troppo concentrati sull’articolo.
In alto a desta troviamo due informazioni relative all’utente:

- numero cliente: è un numero di 9 cifre, identificativo della bolletta, che vi è stato assegnato dall’Enel; esso vi serve soprattutto quando siete in contatto con i callcenter. Sappiate, inoltre, che nel momento in cui cambiate gestore (passate quindi dall’attuale mercato di tutela al mercato libero) questo numero verrà perso per sempre, e ve ne verrà dato un altro (di natura completamente diversa) dal nuovo elettrofornitore.
Infine, forse l’informazione più utile, è che questo numero è lo steso che potete leggere sul vostro contatore, non appena pigiate il tasto circolare bianco.

- codice fiscale: è banalmente il vostro codice fiscale, quello a cui è stata intestata la bolletta.
In alto a sinistra si trovano invece numeri e indirizzi di Enel, da contattare in caso di necessità.

In ultimo, a destra, sotto il codice fiscale, si trova il vostro nome con l’indirizzo.
Attenzione: l’indirizzo che compare in questa sezione si riferisce a quello di “fatturazione“, vale a dire quella a cui l’Enel spedirà la bolletta. Tale indirizzo, infatti, potrebbe essere diverso da quello di “fornitura“, che si trova più in basso a sinistra nella bolletta, che è relativo al sito su cui effettivamente sta fornendo energia (li dove è installato il contatore), e di cui parleremo nella prossima puntata.

In: carbone
4 mar 2010
photo: www.brindisitg24.it
Notificate le informazioni di garanzia per getto di cose pericolose e inquinamento di coltivazioni agricole a 12 dirigenti e responsabili di settore di Enel e della centrale termoelettrica di Cerano (Brindisi)
Sandro Fontecedro – direttore della divisione generazione ed energy management dell’Enea
Calogero Sanfilippo – responsabile della filiera carbone di enel
Antonio Ascione – attuale responsabile dell’unità business di cerano
Luciano Pistillo – ex responsabile dell’unità business di cerano
Vincenzo Putignano – capo centrale
antonio craparotta – predecessore di Fontecedro
Diego Baio – responsabile ambiente della centrale (già coinvolto nella vicenda della discarica di fanghi di Reggio Calabria)
Giuseppe Varallo – responsabile trasporto carbone
Lorenzo Laricchia – manager responsabile della filiera
Vittorio Vagliafinfi – manager responsabile della filiera
Luca Screti – amministratore della nublie srl (società operante nel settore della movimentazione del minerale nel carbonile della centrale enel di cerano)
Aldo Cannone – amministratore della teodoro cannone srl (società operante nel settore della movimentazione del minerale nel carbonile della centrale enel di cerano)
fonte: AEIT dicembre 2009
Ecco una notizia che inizia a dimostrare la nocività di una centrale a carbone.
La Federico II di Cerano infatti, risulta sia la più grande centrale termoelettrica d’Italia (quattro turbine da 750 MW) sia la più inquinante.
L’inquinamento non è solo dovuto alle emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili ma anche al trasporto del carbone. Sono anni che i contadini proprietari delle terre attorno alla centrale lottano per avere giustizia per l’uccisione dei loro terreni a causa del carbone.
In: Tutti i post
24 feb 2010
Parchi eolici, arrestato Oreste Vigorito. Sequestrati sette parchi di nove società irpine. In manette altre 3 persone, sono 11 quelle denunciate. Il presidente del Calcio Benevento, Oreste Vigorito è stato arrestato dalla guardia di finanza di Avellino, nell’ambito di una operazione sui parchi eolici, denominata “Via col Vento”, che ha portato al sequestro di sette parchi eolici riconducibili a 9 società di Avellino. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici.
fonte: AEIT dicembre 2009
Un esempio di come troppe volte, ad occuparsi di energia rinnovabile e di ambiente, sono società che nulla hanno a che fare con esse, ma che grazie ad autorizzazioni ottenute no si sa come e a concorrenze battute troppo facilmente, arrivano a realizzare impianti solo a loro beneficio.
Questo è uno dei motivi che dimostra la primaria convenienza di una generazione distribuita rispetto a un impianto di grossa taglia installato su grandi spazi e lontani dalle utenze, nel senso che la prima conviene prima di tutto al cittadino, la seconda principalmente a chi realizza l’impianto.
In: Tutti i post
17 feb 2010
La Francia è a rischio blackout. E’ ciò che si evince dal rapporto 2009-2010 della francese Rte (Rèseau de Transport d’Elettricità).
La francia nei prossimi due mesi dovrà ricorrere massicciamente all’import e rischia perfino interruzioni di corrente. La ragione sta nell’eccessiva dipendenza da un parco nucleare vetusto: a dicembre un terzo degli impianti sono stati fermi per manutenzioni e guasti (per la precisione 18 dei 58 reattori).
La norma, invece, vorrebbe che non fossero fuori servizio più di 4 o 5 unità per volta. Il 6 novembre si è verificato un altro incidente a Tricastin.
fonte: AEIT dicembre 2009
Un’altra dimostrazione attuale della non convenienza del nucleare, che questa volta arriva proprio dal paese che molti prendono come esempio per affermare una convenienza del ritorno al nucleare, che ovviamente non c’è.
Infatti, dipendere da un combustibile nucleare o tradizionale fossile (come petrolio, gas o carbone) è la stessa cosa, significa dover gestire degli impianti molto costosi sia per la realizzazione che per la manutenzione.
Gli incidenti alle centrali nucleari sono sempre più periodici e, mentre per alcuni significa la semplice interruzione dell’impianto, per altri si parla di possibili inquinamenti o disastri ambientali, nocivi per il territorio e per le persone, anche se questi ultimi vengono sempre accuratamente classificati come non pericolosi.
Non parliamo dell’evidente non convenienza economica.
In: nucleare
15 feb 2010
Autorithy contro i reattori francesi. Dagli organismi di sicurezza di Parigi, Londra e Helsinki riserve sul programma EPR. Sulla carta è un parere tecnico. In realtà si tratta di una valutazione che potrebbe avere forti implicazioni economiche, politiche e diplomatiche, quella espressa da tre autorità di sicurezza nucleare – francese, britannca e finlandese – nei confronti del reattore di nuova generazione Epr. E non si parla in questo caso di valutazioni positive, ma di riserve sull’intero sistema di pilotaggio di un prodotto che la francia vuole esportare in mezzo mondo, Italia compresa. Riscontrata una insufficiente indipendenza tra i sistemi di controllo. Edf: risponderemo entro fine anno, nessun ritardo per Flamanville.
fonte: AEIT dicembre 2009
La carta stampata ed internet sono pieni di pubblicazioni, libri e ricerche che dimostrano l’inefficienza tecnica ed economica del nucleare, nonché la sua totale non convenienza.
Ma dato che spesso, ad incidenti che si verificano giornalmente o a costi dimostrati troppo alti per la gestione di un impianto nucleare ad oggi in funzione, i pro-atomo rispondono che con il reattore magico EPR della Edf-Areva tutto andrà meglio, riportare la notizia di cui sopra dovrebbe iniziare a far ragionare chi ostinatamente e ciecamente crede alle bufale tecnologiche.
La costruzione del reattore Epr a Flamanville è in fortissimo ritardo, con diversi miliardi di euro di spesa in più rispetto a quella prevista e sta scatenando forti dubbi per gli addetti ai lavori nonché forti litigi tra Filandia e Francia.
Eppure in Italia siamo pronti ad ospitare questa nuova tecnologia francese, prima della stessa Francia, definita dai diretti interessati di “terza generazione”, ma da obiettivi esperti del settore come di “seconda generazione e mezza“.
In: contraddizioni| nucleare
11 feb 2010
Photo by Flickr: Jocash81
Nel Sole 24 ore del 28 gennaio 2010 appare un articolo che pone in evidenza il “no” delle regioni al decreto per il nucleare e la risposta di Stefano Saglia, sottosegretario allo sviluppo con delega per l’energia.
In pratica si conferma l’incostituzionalità del decreto pro nucleare, difatti Saglia, a fronte del no delle regioni ha risposto quanto segue:
Il Governo andrà avanti lo stesso, perché, sebbene la via del confronto rimarrà prioritaria, il parere delle regioni non è in ogni caso vincolante.
Ricordiamo che il no al ritorno del nucleare è venuto dalla gran parte delle regioni, a seguito della conferenza “Stato-Regioni”, fanno eccezione il Veneto, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia.
Nell’articolo è molto interessante leggere le dichiarazioni del Presidente della Regione Basilicata Vito de Filippo e dell’Assessore all’Energia della Sicilia Carmelo Russo, che ben spiegano la contraddizione del ritorno al nucleare così come sono assolutamente contraddittorie le dichiarazioni del portavoce governativo Stefano Saglia.
Il primo afferma: Il nucleare impatta negativamente sulle scelte energetiche che molte regioni hanno già intrapreso. Peraltro esistono leggi regionali che impediscono la costruzione di nuovi siti nucleari.
Il secondo afferma: La Sicilia non ha più margini di tolleranza ambientale che consentano l’insediamento di impianti nucleari.
Eppure Saglia continua ad affermare che: Il percorso approvato dal Governo è del tutto rispettoso delle prerogative delle Regioni, chiamate ad esprimere un’intesa sulle localizzazioni degli impianti.
A mio parere il Governo sembra essere tutt’altro che rispettoso del parere delle Regioni, nonché del referendum del 1987, nonché dell’assoluta verità che il nucleare non conviene su tutta la linea.
In: bollette
9 feb 2010
L’Italia ha le bollette più care d’Europa. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ocse sul mercato dell’energia comunitario, paghiamo l’elettricità cinque volte più dei francesi – 200 €/MWh contro 40 €/MWh e molto più che in Irlanda, il secondo paese più caro, dove il costo è di circa 120 €/MWh.
Secondo l’Ocse, tale divario non è solo frutto della tipologia di mix energetico presente in Italia (sostanzialmente combustibili fossili), ma della mancanza di concorrenza e di integrazione nel mercato europeo dell’elettricità, oltre alle notevoli disparità fiscali.
Fonte: AEIT dicembre 2009
L’Ocse ha ben delineato le tre motivazioni causa della nostra elevata bolletta di energia;
1) generazione da combustibili fossili: la quasi totale dipendenza da petrolio, gas e carbone, fa dell’Italia un paese completamente dipendente dal punto di vista energetico. E’ risaputo che un innalzamento dei costi dei combustibili viene direttamente addebitato all’utente finale. Optare verso le rinnovabili ci svincolerebbe del tutto da questa dipendenza e di conseguenze si abbasserebbero i costi; non sembra però dello stesso parere il Governo, che vuole migrare verso un altro combustibile fossile, il nucleare, e continuare a far pagare al cittadino una bolletta salata, oltre che così rimanere piacevolmente dipendente da altri paesi, in modo da poter continuare a guadagnare su accordi con francesi, americani e perché no anche con i cinesi.
2) il mercato libero dell’energia elettrica: ad oggi in Italia la liberalizzazione è quasi del tutto inefficace. Se dal mercato vincolato volete cambiare e passare al mercato libero scegliendo una nuova offerta, vi renderete conto del risparmio impercettibile o addirittura (cosa più probabile) inesistente, a meno che non siate una grossa industria con un consumo annuo di almeno un milione di kWh.
3) notevoli disparità fiscali: tutti sanno quanto, ad esempio, nel fare rifornimento al distributore di benzina, paghiamo di accise piuttosto che prezzo diretto del combustibile.
Mi sembrano, ancora una volta, tre validi e semplici motivi per ricorrere seriamente ad una indipendenza energetica con una generazione distribuita basata sulle energie rinnovabili.
Benvenuto su questo blog.