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L’energia elettrica è un bene non immagazzinabile e in quanto tale non può essere prodotto senza un criterio ben definito, ma ottimizzando le risorse e gestendo al meglio l’uso delle reti.
Ad oggi l’Italia vanta quasi 1000 GW di potenza lorda installata (somma di tutte le centrali di produzione di energia elettrica all’attivo); di questi solo il 4,4% è costituito da impianti installati per autoproduzione (in prossimità del sito stesso), con lo scopo di rifornire direttamente l’utenza, vale a dire di generazione distribuita.

Produrre energia in casa propria significa utilizzare totalmente l’energia in uscita dall’impianto di produzione (di qualunque tipo esso sia); produrre invece da un impianto posto a kilometri di distanza dalle utenze, significa dover prima trasformare l’energia (aumentarne la tensione per renderla trasportabile), immetterla in rete per il trasporto, ritrasformarla di nuovo per essere utilizzata nelle nostre case. Con questo sistema si perde per strada almeno il 30%.

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Per risolvere il problema energetico italiano, i politici non fanno altro che proporre soluzioni basate su una produzione non distribuita, ma basata su grandi impianti (più o meno inquinanti e costosi), e non si fa mai cenno alla convenienza di una generazione distribuita.
Ognuno dovrebbe avere la possibilità di poter generare in casa propria energia elettrica e diventare totalmente autonomo rispetto alla rete elettrica, un po’ come ormai avviene per internet; infatti ognuno, acquistando un computer e un abbonamento per la connessione, può comodamente da casa connettersi, senza dover fare kilometri per recarsi necessariamente ad un internet point.
All’estero, ci sono già realtà che dimostrano come un’intera città può raggiungere questo obiettivo, come in Austria nella città di Gussing, in Danimarca nell’isola di Samso o in Germania nel paese di Schonau.
La convenienza è sia economica che ambientale e insieme alla realizzazione di edifici costruiti secondo standard di efficienza energetica, si risolverebbe il problema energetico e climatico in tutte le sue linee. L’unico particolare è che tale convenienza è a favore del cittadino e non delle grandi industrie petrolifere o elettronucleari e questo è il vero grande problema.
Inoltre, la produzione di energia, al contrario di ciò che si vuole far credere, può essere realizzata totalmente da fonti rinnovabili, senza dover ricorrere a sistemi quali il nucleare, carbone o petrolio.
Secondo David Freeman, un dirigente di grandi aziende elettriche statunitensi, “non c’è motivo per cui l’industria del settore elettrico non possa essere interamente rinnovabile” (fonte: Worldwatch Institute – State of the world 2009).
L’unico ostacolo da risolvere, oltre quello delle decisioni politiche, sarebbe quello della rete elettrica, che dovrebbe essere rimodernata e infittita in modo da poter soddisfare la distribuzione della produzione di energia su tutte le utenze, mentre ad oggi essa si presenta come obsoleta e molto rada. Secondo Kurt Yeager, ex presidente dell’Electric Power Research Institute, la rete elettrica mondiale attuale assomiglia a “una ferrovia su cui occorrono 10 giorni per attivare e disattivare uno scambio” (fonte: Worldwatch Institute – State of the world 2009).
La situazione energetica italiana è alquanto negativa, soprattutto alla luce delle intenzioni del governo di puntare sul nucleare.
Mentre ad esempio paesi come il Regno Unito hanno stabilito che tute le abitazioni, a partire dal 2016, dovranno essere a “carbonio zero”, l’Italia ha appena ricevuto dall’Unione Europea (25 maggio scorso) una lettera di messa in mora per chiedere chiarimenti in merito alla cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della legge 133/2008.

Alla luce della pericolosa situazione energetica italiana e non, questo blog si pone l’obiettivo di portare il cittadino a conoscenza della reale inefficienza e sconvenienza dell’attuale sistema energetico nazionale ed internazionale nonché di quello proposto dall’ultimo governo, ossia il nucleare.
Si vuole mostrare quanto invece sia possibile diventare totalmente indipendenti dai combustibili fossili di ogni tipo, con conseguente beneficio economico ed ambientale, ricordando che le Nazioni Unite alla fine del 2009 si incontreranno a Copenhagen per discutere sulle urgenti misure da intraprendere per la risoluzione dei problemi ambientali e climatici della terra, che dal 1990 ad oggi, a causa delle continue emissioni di CO2, polveri sottili e gas nocivi per l’ozono, si ritrova ad aver subito un aumento di temperatura di 0,7  °C.
In pratica si può dire che “la Terra ha la febbre”, dato che è come se ognuno di noi invece di vivere ad una temperatura media di 36,5 °C si ritrovasse continuamente con la febbre a 37,2°C.