In questi giorni molti giornali e siti web hanno evidenziato come la Puglia sia la Regione con il maggior numero di impianti fotovoltaici installati grazie al Conto Energia.
La classifica infatti riportata dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) mostra la Puglia al primo posto, così come si può vedere dalla tabella sottostante.

fonte: www.gse.it
La tabella distingue gli impianti in base alla fascia di potenza e guardando attentamente si evince che la Puglia risulta la prima regione grazie agli impianti definiti di “classe 4”, vale a dire quelli concepiti non per l’autoproduzione (come ad esempio gli impianti domestici di “classe 1”) bensì per la vendita diretta in rete.
Guardando la prima colonna invece, si evince che la Puglia è solo sesta per quanto riguarda gli impianti domestici, alle spalle di regioni tutte del centro-nord.
Tutto ciò dimostra semplicemente che, a causa della morfologia del territorio pugliese, questo è da un po’ di anni mira di interessi di grandi aziende energetiche, che trovano notevoli spazi per installare impianti fotovoltaici di grandi dimensioni.
Vediamo in cifre quale è la differenza di un impianto domestico e uno per la vendita.
Impianto domestico (installazione in sito)
Costo: 6000 €/kWp
Produzione (valore netto indicativo) 1400 kWh/kWp x anno
Potenza (tipica di un impianto domestico per auto produzione): 1,5 kWp
Costo dell’energia in bolletta: 0,22 €/kWh
Incentivo del Conto Energia (ipotesi impianto totalmente integrato): 0,4802 €/kWh
Conclusione: ipotizzando che l’impianto venga costruito per soddisfare a pieno il consumo dell’utente, si ha come conseguenza che in bolletta non ci sarà nulla da pagare e che quindi saranno risparmiati 0,22 € per ogni kWh consumato
Beneficio per il cittadino: non paga più la bolletta (l’intero incentivo del conto energia viene destinato alla copertura dell’investimento)
Impianto per produzione (installazione remota)
Costo: 5000 €/kWp
Produzione (valore netto indicativo) 1400 kWh/kWp x anno
Potenza (tipica di un impianto domestico per auto produzione): 1000 kWp
Prezzo di vendita dell’energia (valore soggetto ad aggiornamento): 0,1 €/kWh
Incentivo del Conto Energia (ipotesi impianto non integrato): 0,353 €/kWh
Conclusione: il titolare di questo impianto (ad esempio un grossista dell’energia) ricava 0,1 € per ogni kWh di energia immessa in rete
Beneficio per il cittadino: nessuno
In pratica chi vuole costruire un piccolo impianto sopra il tetto di casa sua per autoprodursi energia (senza quindi perdite dovute al trasporto in rete) è costretto a fare i conti con costi di investimento molto alti e quindi ad essere disincentivato, pur considerando che risparmierebbe quei 0,22 €/kWh (circa 500 €/anno per una famiglia media). La maggior parte delle volte il cittadino rinuncia all’investimento.
Dall’altra parte c’è la grande azienda (nella maggior parte dei casi si tratta delle stesse aziende ca cui il cittadino paga la bolletta) che ha costruito a kilometri di distanza un grande impianto da 1000 kWp e che guadagnerà dalla vendita circa: 1400 kWh/kWp x 1000 kWp x 0,1 €/kWh = 140.000 €/anno.
Gli stessi che costruiscono questi impianti non solo ricavano dalla vendita, ma propongono in bolletta, all’utente, di pagare una quota maggiorativa (dai 0,02 ai 0,03 €/kWh) per “investimenti sulle energie rinnovabili”, in modo da poter continuare a poter installare, nelle regioni italiane, grandi mostri nel deserto, notoriamente sconvenienti rispetto alla generazione distribuita, ma utili a loro per guadagnare, e magari per scambiare quote di “emission trading” ed evitare sanzioni derivanti dal non rispetto del famigerato Protocollo di Kyoto.
