Continuiamo il viaggio alla scoperta della nostra bolletta e finalmente arriviamo ad analizzare la seconda pagina, la parte in cui sono presenti i dati relativi ai consumi e ai prelievi, lì dove l’ elettrofornitore commette spesso degli errori di fatturazione.
Il primo dato che compare è il riepilogo delle letture relative al periodo di riferimento (tenete conto che tale schema può comparire sin dalla prima pagina).

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La prima indicazione utile da verificare è se la lettura precedente del contatore o l’ultima (o tutte e due) sono effettive (quindi realmente lette dal vostro contatore) o stimate (in tal caso, sono state ipotizzate dall’Enel sulla base di dati storici); infine si possono leggere le due rispettive date e il numero di giorni  di differenza (quelli quindi a cui si riferisce il consumo della bolletta).
Come si può notare, essendo la bolletta bimestrale, i giorni indicati sono di solito circa 60.
La tabella successiva riporta gli scatti registrati dal contatore; nella prima colonna ci sono quelli della lettura precedente, nella seconda quelli dell’ultima lettura, nella terza vi è la differenza tra le due, vale a dire l’energia consumata (espressa in kWh )   nei due mesi di riferimento (che vengono poi fatturati in bolletta).

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Lo schema è inoltre suddiviso in tre righe, F1, F2 e F3, che sono le tre “fasce orarie” di consumo stabilite dall’ AEEG , le cui definizioni sono riportate nel glossario.
In sostanza si tratta di una ripartizione delle ore della giornata in ore piene, intermedie e vuote, un pò come tempo fa avveniva per il telefono, dove alcuni di noi sceglievano di utilizzare tariffe che prevedevano ad esempio prezzi più alti per conversazioni di giorno e prezzi più bassi per telefonate nelle ore notturne o di domenica ed infine prezzi intermedi per conversazioni effettuate il sabato.

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Riguardo la ripartizione in fasce, dobbiamo però fare un pò di chiarezza.
Lo schema riportato in figura che trovate sulla bolletta, serve all’Enel solo a darvi evidenza di come consumate durante le ventiquattrore, ma ai fini della fatturazione, attualmente tutti noi del “mercato di tutela” , stiamo fatturando in fascia unica, cioè unico prezzo per tutte le ore e per tutti i giorni.
La ripartizione in fasce ci torna utile, poiché dal primo luglio prossimo, saremo obbligati (a causa di una delibera dell’ AEEG ) a essere fatturati secondo la ripartizione in “fasce orarie” e non più su fascia unica.
Secondo l’ AEEG , questo servirà ad aumentare la concorrenza nel libero mercato, poiché saremo costretti a valutare nuove offerte e a scegliere un nuovo elettrofonritore che opera nel “mercato libero” ; spiego il perché.
La cosa bizzarra è che dal primo luglio 2010, la fatturazione in “fasce orarie” che ci verrà applicata non sarà su tre livelli (F1, F2 e F3) ma su due (Fascia Giorno e Fascia Notte).
In pratica, i kWh prelevati nelle ore giornaliere costeranno di più di quanto paghiamo adesso, mentre quelli prelevati di notte costeranno di meno.
Questa nuova fatturazione, obbligatoria per tutti, risulterà conveniente solo a chi consuma almeno il 70% nelle ore notturne, per tutti gli altri ci sarà un inevitabile rincaro.
Per scoprire se rientrate nei numeri sopra detti, sommate i consumi (terza colonna della figura) della F2 e della F3 e calcolate la percentuale di tale somma rispetto al totale (F1 + F2 + F3); se la percentuale è inferiore al 70% allora rientrate in quella tipologia di utente che sarà costretta a scegliere una altro fornitore per limitare i danni di un rincaro. Ed ecco spiegata la motivazione dell’ AEEG .

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Nell’esempio:
F2 + F3 =  34 + 45 = 79 kWh (totale dei kWh in Fascia Notte)
F1 + F2 + F3 = 116 (totale dei kWh – N.B. la F1 corrisponde alla nuova Fascia Giorno)
(79/116) x 100 = 68% – Borderline!
Terminato questo interessante excursus, vi lascio con la prima interessante indicazione relativa a possibili errori dell’Enel.
Guardando ancora una volta la tabellina, in ogni bolletta, fate sempre caso agli scatti del contatore, tra questi deve esserci sempre congruenza.
Ad esempio, se prendiamo gli scatti in F3 dell’esempio, questi sono (rispettivamente precedente e attuale) 6353 e 6398, la cui differenza è di 45 kWh ; fino ad ora tutto ok.

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Quello che spesso accade (e ne approfitto per ricordare ancora una volta che di questi errori, con la Mediterranea Energia srl, società per la quale svolgo il ruolo di Responsabile Tecnico, ne abbiamo trovati a centinaia) è che il secondo numero sia completamente sballato.
Tornando all’esempio potremmo trovare (rispettivamente precedente e attuale) 6353 e 64250, la cui differenza è di 57897 kWh !
In sostanza quello che spesso accade è che quando il contatore si appresta a compiere un giro completo sulle centinaia o migliaia (cioè da 6398 passa a 6399 e infine a 6400) confonde questo passaggio con un nuovo “zero” e di fatto registra 64000, cioè uno zero in più, e così continua poi a registrare, nonché a fatturare a discapito dell’utente.
In pratica, come si dice in gergo, va letteralmente in tilt, cosa non rara visto che si tratta di un apparecchio elettronico molto delicato e quindi soggetto a diversi possibili guasti.
Vi conviene quindi controllare sempre questa tabellina, anche perché quello di sopra è solo un tipo di errore che può capitare, infatti un’altra situazione frequente è quella del guasto del contatore a causa di sovratensione improvvise (fulmini) che portano l’organo di lettura a registrare numeri a casaccio con risultati che vi lascio immaginare.
Si conclude così la terza parte del nostro percorso e vi assicuro che siamo solo all’inizio!
Se avete un’utenza domestica e qualcosa non è chiara o se volete ulteriori chiarimenti su quanto trattato nel post e in quelli precedenti, commentate pure, le vostre segnalazioni sono sempre molto preziose.
Se invece siete titolari di un’utenza non domestica (azienda, industria, ufficio, pubblica amministrazione, ecc.) si può osare di più e cioè contattatemi pure tramite email o attraverso la Mediterranea Energia srl, poiché le statistiche insegnano che la maggior parte delle utenze è stata vittima di errori di fatturazione (e ce ne sono di tanti tipi), con il risultato di aver sborsato dei soldi non dovuti.
Ciò che si può fare quindi è prendere tutte le bollette in vostro possesso (fino a dieci anni, termine di prescrizione) e farsi recuperare dall’elettrofornitore ciò che vi spetta, dalle centinaia alle migliaia di euro, il tutto nel giro di due-tre mesi.
A proposito, il servizio è a costo zero, come questo blog!