Flamanville

Autorithy contro i reattori francesi. Dagli organismi di sicurezza di Parigi, Londra e Helsinki riserve sul programma EPR. Sulla carta è un parere tecnico. In realtà si tratta di una valutazione che potrebbe avere forti implicazioni economiche, politiche e diplomatiche, quella espressa da tre autorità di sicurezza nucleare – francese, britannca e finlandese – nei confronti del reattore di nuova generazione Epr. E non si parla in questo caso di valutazioni positive, ma di riserve sull’intero sistema di pilotaggio di un prodotto che la francia vuole esportare in mezzo mondo, Italia compresa. Riscontrata una insufficiente indipendenza tra i sistemi di controllo. Edf: risponderemo entro fine anno, nessun ritardo per Flamanville.

fonte: AEIT dicembre 2009

La carta stampata ed internet sono pieni di pubblicazioni, libri e ricerche che dimostrano l’inefficienza tecnica ed economica del nucleare, nonché la sua totale non convenienza.
Ma dato che spesso, ad incidenti che si verificano giornalmente o a costi dimostrati troppo alti per la gestione di un impianto nucleare ad oggi in funzione, i pro-atomo rispondono che con il reattore magico EPR della Edf-Areva tutto andrà meglio, riportare la notizia di cui sopra dovrebbe iniziare a far ragionare chi ostinatamente e ciecamente crede alle bufale tecnologiche.
La costruzione  del reattore Epr a Flamanville è in fortissimo ritardo, con diversi miliardi di euro di spesa in più rispetto a quella prevista e sta scatenando forti dubbi per gli addetti ai lavori nonché forti litigi tra Filandia e Francia.
Eppure in Italia siamo pronti ad ospitare questa nuova tecnologia francese, prima della stessa Francia, definita dai diretti interessati di “terza generazione”, ma da obiettivi esperti del settore come di “seconda generazione e mezza“.