
Energia Sicurezza Ambiente
Photo by Flickr: Valerio Pirrera La “gazzetta del mezzogiorno” di sabato 23 gennaio 2010 recita quanto segue: Sono stati sequestrati 2 impianti fotovoltaici e denunciate sette persone per aver svolto lavori abusivi in zone sottoposte a vincoli idrogeologici. Il primo sequestro è avvenuto a Noci, in contrada Casaboli, e riguarda un impianto di circa 4 milioni di euro. La motivazione è che l’area scelta per i lavori rientra nella zona di protezione speciale (ZPS) del Piano Regionale di Tutela delle Acque e risulta quindi vincolata dal punto di vista idrogeologico, pertanto soggetta a misure di salvaguardia che vietano cambiamenti dell’uso del suolo. L’impianto avrebbe determinato un’alterazione del regime naturale delle acque e un cambiamento d’uso del territorio. Il secondo sequestro riguarda un’area di circa dieci ettari nei pressi di Putignano dove era in corso la realizzazione di un impianto fotovoltaico. I lavori erano stati avviati in seguito ad un’autorizzazione paesaggistica Continua a leggere
Una buona notizia per la generazione distribuita. Dal 1° gennaio 2010, in Italia, sarà obbligatorio installare almeno 1 kWp di fotovoltaico negli edifici residenziali di nuova costruzione e almeno 5 kWp negli edifici industriali. Tale obbligo era già stato inserito nella finanziaria del 2008 (art. 1, comma 289) ma, a seguito di una proroga (decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, comma 1-octies dell’art. 29), il tutto è slittato all’inizio di questo anno. Ipotizzando il consumo di una famiglia media (composta da 4 persone), pari a circa 2000 kWh/anno, e considerando la producibilità netta di 1 kWp di fotovoltaico del valore di circa 1400 kWh/anno (Italia meridionale), si evince come il 70% circa dei consumi verranno coperti dai pannelli. Questo significa il 70% di bolletta risparmiata, 300-350 €/anno, e un ricavo dato dal beneficio del “conto energia” pari a 660 €/anno, per un totale di circa 1000 €/anno!. Costo del Continua a leggere
Per rimarcare la rigidità delle autorizzazioni attualmente necessarie in Italia per poter costruire un impianto di produzione di energia rinnovabile, se ne riporta di seguito l’elenco. Nella fattispecie si esamina il caso di impianti fotovoltaici. Impianto da 3 a 20 kW (per la vostra casa) 1) Autorizzazione dell’elettrofornitore (solitamente l’Enel) ad allacciare l’impianto FV al contatore di casa. Tempo 30 giorni. 2) DIA (denuncia di inizio attività) comprensiva dell’autorizzazione precedente e degli elaborati di progetto. Tempo 30 giorni. 3) Al sessantesimo giorno si può procedere con l’inizio lavori. Una legge nazionale del giugno 2008 proponeva, per questo tipo di impianti FV, la realizzazione senza l’obbligo delle autorizzazioni precedenti, in quanto si ritiene di paragonare tali impianti a “manutenzione ordinaria”, quindi senza necessità di DIA (in pratica,come voler installare una parabola con decoder, chiamando semplicemene l’installatore di fiducia o operando autonomamente). In alcune Regioni, vedi la Puglia, tale legge non è Continua a leggere
In questi giorni molti giornali e siti web hanno evidenziato come la Puglia sia la Regione con il maggior numero di impianti fotovoltaici installati grazie al Conto Energia. La classifica infatti riportata dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) mostra la Puglia al primo posto, così come si può vedere dalla tabella sottostante. La tabella distingue gli impianti in base alla fascia di potenza e guardando attentamente si evince che la Puglia risulta la prima regione grazie agli impianti definiti di “classe 4”, vale a dire quelli concepiti non per l’autoproduzione (come ad esempio gli impianti domestici di “classe 1”) bensì per la vendita diretta in rete. Guardando la prima colonna invece, si evince che la Puglia è solo sesta per quanto riguarda gli impianti domestici, alle spalle di regioni tutte del centro-nord. Tutto ciò dimostra semplicemente che, a causa della morfologia del territorio pugliese, questo è da un po’ Continua a leggere
L’energia elettrica è un bene non immagazzinabile e in quanto tale non può essere prodotto senza un criterio ben definito, ma ottimizzando le risorse e gestendo al meglio l’uso delle reti. Ad oggi l’Italia vanta quasi 1000 GW di potenza lorda installata (somma di tutte le centrali di produzione di energia elettrica all’attivo); di questi solo il 4,4% è costituito da impianti installati per autoproduzione (in prossimità del sito stesso), con lo scopo di rifornire direttamente l’utenza, vale a dire di generazione distribuita. Produrre energia in casa propria significa utilizzare totalmente l’energia in uscita dall’impianto di produzione (di qualunque tipo esso sia); produrre invece da un impianto posto a kilometri di distanza dalle utenze, significa dover prima trasformare l’energia (aumentarne la tensione per renderla trasportabile), immetterla in rete per il trasporto, ritrasformarla di nuovo per essere utilizzata nelle nostre case. Con questo sistema si perde per strada almeno il Continua a leggere